immagini e realizzazioni



4. Disposizione delle immagini e scelta delle transizioni

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Non c’è cosa più facile; si seleziona con un clic del mouse un immagine dalla cartella Folder List e si trascina direttamente sulla barra di montaggio, La Slide List. L’immagine si disporrà automaticamente nella prima casella libera da sinistra verso destra oppure nel punto di inserimento indicato.
Se abbiamo sbagliato e la vogliamo cancellare, la selezioniamo sulla barra della Slide List e premiamo il tasto “canc”.
Se la vogliamo spostare in un altro punto della Slide List la selezioniamo con un clic e dopo la trasciniamo nel punto desiderato, a questo punto rilasciamo il tasto sinistro del mouse.
Quando abbiamo riempito tutte le caselle vuote la finestra scorre automaticamente di un posto ad ogni nuova aggiunta permettendo di inserire quante immagini vogliamo.
Nella finestra delle immagini vedremo un segno di spunta verde sopra alla miniatura delle immagini che sono gia state utilizzate.
E’ possibile anche selezionare più di una immagine alla volta; trascinate un rettangolo di selezione intorno alle immagini volute e trascinatele tutte insieme sulla barra della Slide List.
Vediamo nel dettaglio la finestra della Slide List che cosa ci dice per ogni diapositiva inserita:

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La visualizzazione è molto simile ad una diapositiva con il telaio grigio.
In alto c’è il nome del file di immagine.
Poi troviamo la miniatura dell’immagine.
Sotto a sinistra il numero progressivo della diapositiva (in questo caso 5).
Sempre in basso ma a destra nel rettangolo evidenziato è indicato il tempo durante il quale verrà mostrata la foto espresso in secondi. Facendo un clic nella casella è possibile editare il tempo semplicemente digitandolo e confermando con invio.
Tra una diapositiva e la successiva ci sono altre 2 indicazioni importantissime.
Nel rettangolo superiore c’è il tipo di transizione scelto mentre nel rettangolo sotto c’è il tempo di durata della transizione.
Come al solito è possibile editare il tempo di durata della transizione semplicemente digitando il tempo desiderato all’interno del rettangolo e confermando con invio.

Se invece facciamo un clic del rettangolo di scelta della transizione si apre una finestra di scelta.

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Inutile dire che ce n’è per tutti i gusti. Le transizioni sono divise per gruppi colorati in base alla tipologia di tendina e le freccette indicano il movimento delle tendine stesse.
Nella parte bassa ci sono le transizioni usate recentemente, mentre nella riga sopra ci sono le transizioni standard.
CUT     serve per passare da un’immagine all’altra senza nessuna transizione ma con un taglio netto.
AB 1    E’ la classica dissolvenza incrociata dove le due immagini sfumano una nell’altra con velocità lineare.
AB 2    E’ la dissolvenza incrociata con velocità progressiva.
?          E’ la transizione degli indecisi… in pratica il programma imposta una transizione casuale sempre diversa in modo automatico. Anche se può sembrare carino una presentazione è più elegante se viene fatta con pochi tipi di transizione.
Nella miniatura di preview, una volta selezionata la transizione solo mettendo il cursore del mouse sulla transizione scelta e senza fare clic, vediamo un anteprima del risultato.
Una volta scelta la transizione si conferma con il clic del mouse.
Quando si aggiunge una nuova immagine nella finestra di montaggio questa viene aggiunta con lo stesso tempo di visualizzazione e lo stesso tempo e tipo di transizione di quella che la precede.
Se si vuole impostare per tutte le diapositive un tempo ed una transizione predefinita basta selezionarle tutte dal menù Edit – Select All e poi andare in una casella qualsiasi e scrivere il tempo di durata o scegliere la transizione o il tempo di transizione e questi valori verranno applicati a tutte le immagini contemporaneamente senza doverli ripetere per ogni singola immagine.

Bene a questo punto se premiamo il tasto Play nella finestra di Preview possiamo vedere l’anteprima di quello che abbiamo fatto fino ad ora e cominciare ad apportare le dovute modifiche.
Quando siamo tranquilli di quello che abbiamo fatto (anche se non abbiamo ancora inserito la musica ed i titoli) salviamo il lavoro svolto per non perderlo.

Dal menù “file” scegliamo “Save As” (salva con nome)
Se è la prima volta che salviamo ci viene presentata la classica opzione “Untitled proshow 1” che ci sbrigheremo a cambiare con un titolo di nostro piacimento che sia significativo della presentazione che stiamo realizzando.
Scegliamo la cartella dove salvare il file che dovrà essere la stessa dove sono salvate anche le immagini e la musica della colonna sonora.
Attenzione perché il programma sceglie per default la cartella di installazione del programma stesso.
Il file creato ha estensione .psh ed  un file di progetto; non contiene nessuna immagine ma solo gli indirizzi delle immagini e dei brani musicali utilizzati e tutte le indicazioni di montaggio (tempi, transizioni, effetti, titoli ecc.).
Quindi non spostate mai immagini e brani musicali dalla cartella altrimenti quando andate ad aprire il file .psh questo non troverà alcuni o tutti i riferimenti ed indicherà “file missing” ovvero file scomparso.

 

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