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I Materiali Sensibili Tradizionali
Materiali sensibili BN, colore, positivi e negativi
Ci sono tre grandi categorie di materiali sensibili per la ripresa
delle immagini: le pellicole negative in Bianco e nero, le pellicole
negative a colori e le pellicole positive a colori. Mentre è abbastanza
semplice ed intuitivo capire qual è la differenza tra un materiale
in Bianco e Nero ed uno a colori, forse, non si può dire la
stessa cosa per un materiale positivo ed uno negativo.
I materiali positivi (le cosiddette pellicole per diapositive) sono
pellicole che una volta sviluppate danno sulla pellicola stessa un’immagine
positiva. Per esempio se si riprende un muro bianco sulla pellicola
avremo un muro bianco, un maglione nero sulla pellicola sarà nero,
un fiore rosso sulla pellicola sarà rosso. I materiali negativi
daranno sulla pellicola sviluppata un immagine opposta. Per tornare
all’esempio precedente: il muro bianco sulla pellicola sarà nero,
il maglione nero sarà bianco ed il fiore rosso sarà del
colore complementare del rosso cioè il ciano. Per ottenere un’immagine
corretta da una pellicola negativa bisogna stamparla su una carta a
sua volta negativa (come in matematica: negativo x negativo dà un
numero positivo).
Quale materiale scegliere allora?
La scelta non sarà mai affidata al caso (questa regola vale
sempre in fotografia), ma si prenderà il materiale in base al
risultato da ottenere.
Se voglio ottenere come prodotto finito una stampa su carta a colori
dovrò acquistare una pellicola negativa a colori, mentre se
voglio ottenere una stampa su carta in bianco e nero dovrò scegliere
una pellicola negativa in bianco e nero.
Se invece il prodotto finito deve essere una proiezione di diapositive
a colori o in bianco e nero sceglierò rispettivamente una pellicola
positiva (o a volte detta invertibile) a colori o bianco e nero.
Come al solito però (per complicare le cose) ci sono delle eccezioni.
Da una pellicola negativa a colori si può ottenere in caso di
emergenza anche una stampa in bianco e nero (anche se la qualità non è pari
ad una stampa BN fatta da pellicola BN).
Da una pellicola per diapositiva (quindi positiva) si possono ottenere
delle ottime stampe utilizzando una carta anch’essa positiva
ed un procedimento appositamente creato (sempre la matematica che dice:
positivo x positivo uguale positivo).
Sensibilità (scala ASA/DIN
o ISO)
L’altra grane caratteristica che differenzia una pellicola da
un’altra è la sensibilità o rapidità. In
pratica, come dice il nome, più una pellicola è sensibile
e meno luce occorrerà per impressionarla. Una pellicola poco
sensibile avrà bisogno invece di una quantità di luce
maggiore per registrare l’immagine.
Verrebbe da pensare allora di impiegare sempre una pellicola sensibile
in modo da essere sicuri di poter scattare anche in condizioni di luce
scarsa.
Anche in questo caso non ci si affida mai al caso ma si sceglie il
materiale a seconda del risultato da ottenere tenendo conto che: i
materiali più sensibili hanno una grana più grossa e
quindi non si prestano bene ad ottenere dettagli definiti o grossi
ingrandimenti; le pellicole poco sensibili daranno ottimi risultati
come finezza di grana, contrasto e daranno buoni ingrandimenti ma il
loro impiego è più problematico. Se la luce non è sufficiente
si dovranno adoperare degli strumenti di aiuto come treppiedi, flash
o ottiche molto luminose.
Ma qual è l’indice che contraddistingue la sensibilità o
rapidità di una pellicola?
Fino a qualche anno fa esistevano due grandi scale adottate dai produttori:
i DIN (Deutsche Industrie Norm) adottata dai produttori
tedeschi (come la Agfa) e gli ASA (American Standard
Association) adoperata dai produttori americani (come la Kodak). Con
l’introduzione di norme di unificazione mondiale la sensibilità delle
pellicole viene oggi espressa in ISO (International
Standardizing Organisation).
Avremo così le pellicole “lente” (25 - 50 ASA) le
pellicole per applicazioni generali (100 – 200 ASA), le pellicole “rapide” (400-800
ASA) e le “ultrarapide” (1600 – 3200 ASA).
Come regola si tiene conto che ad ogni raddoppio del numero ASA si
ha una sensibilità doppia.
Per esempio un 200 ASA sarà il doppio più sensibile di
un 100 ASA così come un 1600 ASA rispetto ad un 800 ASA. Matematica
alla mano si può constatare che un 3200 ASA è 4 volte
più sensibile di un 800 ASA, 8 volte più sensibile di
un 200 ASA e 16 volte più sensibile di un 50 ASA.
La scala viene ulteriormente suddivisa in terzi ottenendo i valori
della tabella sotto riportata.
Sensibilità e caratteristiche
delle pellicole |
Sensibilità |
ISO |
ASA |
DIN |
Uso |
Bassissima |
25/15° |
25 |
15 |
Pellicole specialistiche
per riproduzione e per forti ingrandimenti. Contrasto e nitidezza
elevatissimi. Grana finissima. |
32/16° |
32 |
16 |
40/17° |
40 |
17 |
Bassa |
50/18° |
50 |
18 |
Per buoni ingrandimenti
(anche superiori al 30x40). Grana molto fine, contrasto elevato,
ottima nitidezza |
64/19° |
64 |
19 |
80/20° |
80 |
20 |
Media |
100/21° |
100 |
21° |
Per usi generali
in condizione di luce normale. Per ingrandimenti non molto
elevati (fino al 20x30). Grana fine, contrasto medio alto.
Nitidezza molto buona |
125/22° |
125 |
22 |
160/23° |
160 |
23 |
200/24° |
200 |
24 |
250/25° |
250 |
25 |
320/26° |
320 |
26 |
Alta |
400/27° |
400 |
27 |
Per
usi generali in caso di scarsa luce. Ingrandimenti fino al
20x30. Grana media, contrasto medio morbido. Nitidezza sufficiente
per usi generali |
500/28° |
500 |
28 |
640/29° |
650 |
29 |
800/30° |
800 |
30 |
Altissima |
1000/31° |
1000 |
31 |
Pellicole molto rapide
o rapidissime da utilizzare in condizioni di luce scarsa. Grana
grossa (visibile anche a piccoli ingrandimenti), contrasto
morbido, nitidezza medio bassa. |
1250/32° |
1250 |
32 |
1600/33° |
1600 |
33 |
2000/34° |
2000 |
34 |
2500/35° |
2500 |
35 |
3200/36° |
3200 |
36 |
Da notare che la scala ISO (data dall’indicazione della scala
ASA e DIN separate da una barretta) è una scala lineare mentre
la scala DIN è logaritmica.
Ultime raccomandazioni
Le pellicole fotografiche sono composte da gelatina animale, sali
d’argento ed altri composti chimici deperibili. Le pellicole
hanno quindi una data di scadenza riportata sull’involucro. Prima
dell’acquisto è bene controllare tale data. Le pellicole
ancora da esporre (vergini) si conservano bene in luogo asciutto e
fresco. Per aumentare il tempo di conservazione consiglio di metterle
(ancora dentro il proprio astuccio con il tappo) in una busta di nailon
dentro al frigorifero di casa (nella parte bassa). Le pellicole esposte
invece non si conservano altrettanto bene e perciò conviene
farle sviluppare prima possibile.
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