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29 dicembre 2010

 

 

I Materiali Sensibili Tradizionali

Materiali sensibili BN, colore, positivi e negativi

Ci sono tre grandi categorie di materiali sensibili per la ripresa delle immagini: le pellicole negative in Bianco e nero, le pellicole negative a colori e le pellicole positive a colori. Mentre è abbastanza semplice ed intuitivo capire qual è la differenza tra un materiale in Bianco e Nero ed uno a colori, forse, non si può dire la stessa cosa per un materiale positivo ed uno negativo.
I materiali positivi (le cosiddette pellicole per diapositive) sono pellicole che una volta sviluppate danno sulla pellicola stessa un’immagine positiva. Per esempio se si riprende un muro bianco sulla pellicola avremo un muro bianco, un maglione nero sulla pellicola sarà nero, un fiore rosso sulla pellicola sarà rosso. I materiali negativi daranno sulla pellicola sviluppata un immagine opposta. Per tornare all’esempio precedente: il muro bianco sulla pellicola sarà nero, il maglione nero sarà bianco ed il fiore rosso sarà del colore complementare del rosso cioè il ciano. Per ottenere un’immagine corretta da una pellicola negativa bisogna stamparla su una carta a sua volta negativa (come in  matematica: negativo x negativo dà un numero positivo).
Quale materiale scegliere allora?
La scelta non sarà mai affidata al caso (questa regola vale sempre in fotografia), ma si prenderà il materiale in base al risultato da ottenere.
Se voglio ottenere come prodotto finito una stampa su carta a colori dovrò acquistare una pellicola negativa a colori, mentre se voglio ottenere una stampa su carta in bianco e nero dovrò scegliere una pellicola negativa in bianco e nero.
Se invece il prodotto finito deve essere una proiezione di diapositive a colori o in bianco e nero sceglierò rispettivamente una pellicola positiva (o a volte detta invertibile) a colori o bianco e nero.
Come al solito però (per complicare le cose) ci sono delle eccezioni.
Da una pellicola negativa a colori si può ottenere in caso di emergenza anche una stampa in bianco e nero (anche se la qualità non è pari ad una stampa BN fatta da pellicola BN).
Da una pellicola per diapositiva (quindi positiva) si possono ottenere delle ottime stampe utilizzando una carta anch’essa positiva ed un procedimento appositamente creato (sempre la matematica che dice: positivo x positivo uguale positivo).

Sensibilità (scala ASA/DIN o ISO)

L’altra grane caratteristica che differenzia una pellicola da un’altra è la sensibilità o rapidità. In pratica, come dice il nome, più una pellicola è sensibile e meno luce occorrerà per impressionarla. Una pellicola poco sensibile avrà bisogno invece di una quantità di luce maggiore per registrare l’immagine.
Verrebbe da pensare allora di impiegare sempre una pellicola sensibile in modo da essere sicuri di poter scattare anche in condizioni di luce scarsa.
Anche in questo caso non ci si affida mai al caso ma si sceglie il materiale a seconda del risultato da ottenere tenendo conto che: i materiali più sensibili hanno una grana più grossa e quindi non si prestano bene ad ottenere dettagli definiti o grossi ingrandimenti; le pellicole poco sensibili daranno ottimi risultati come finezza di grana, contrasto e daranno buoni ingrandimenti ma il loro impiego è più problematico. Se la luce non è sufficiente si dovranno adoperare degli strumenti di aiuto come treppiedi, flash o ottiche molto luminose.
Ma qual è l’indice che contraddistingue la sensibilità o rapidità di una pellicola?
Fino a qualche anno fa esistevano due grandi scale adottate dai produttori: i DIN (Deutsche Industrie Norm) adottata dai produttori tedeschi (come la Agfa) e gli ASA (American Standard Association) adoperata dai produttori americani (come la Kodak). Con l’introduzione di norme di unificazione mondiale la sensibilità delle pellicole viene oggi espressa in ISO (International Standardizing Organisation).
Avremo così le pellicole “lente” (25 - 50 ASA) le pellicole per applicazioni generali (100 – 200 ASA), le pellicole “rapide” (400-800 ASA) e le “ultrarapide” (1600 – 3200 ASA).
Come regola si tiene conto che ad ogni raddoppio del numero ASA si ha una sensibilità doppia.
Per esempio un 200 ASA sarà il doppio più sensibile di un 100 ASA così come un 1600 ASA rispetto ad un 800 ASA. Matematica alla mano si può constatare che un 3200 ASA è 4 volte più sensibile di un 800 ASA, 8 volte più sensibile di un 200 ASA e 16 volte più sensibile di un 50 ASA.
La scala viene ulteriormente suddivisa in terzi ottenendo i valori della tabella sotto riportata.

Sensibilità e caratteristiche delle pellicole

Sensibilità

ISO

ASA

DIN

Uso

Bassissima

25/15°

25

15

Pellicole specialistiche per riproduzione e per forti ingrandimenti. Contrasto e nitidezza elevatissimi. Grana finissima.

32/16°

32

16

40/17°

40

17

Bassa

50/18°

50

18

Per buoni ingrandimenti (anche superiori al 30x40). Grana molto fine, contrasto elevato, ottima nitidezza

64/19°

64

19

80/20°

80

20

Media

100/21°

100

21°

Per usi generali in condizione di luce normale. Per ingrandimenti non molto elevati (fino al 20x30). Grana fine, contrasto medio alto. Nitidezza molto buona

125/22°

125

22

160/23°

160

23

200/24°

200

24

250/25°

250

25

320/26°

320

26

Alta

400/27°

400

27

Per usi generali in caso di scarsa luce. Ingrandimenti fino al 20x30. Grana media, contrasto medio morbido. Nitidezza sufficiente per usi generali

500/28°

500

28

640/29°

650

29

800/30°

800

30

Altissima

1000/31°

1000

31

Pellicole molto rapide o rapidissime da utilizzare in condizioni di luce scarsa. Grana grossa (visibile anche a piccoli ingrandimenti), contrasto morbido, nitidezza medio bassa.

1250/32°

1250

32

1600/33°

1600

33

2000/34°

2000

34

2500/35°

2500

35

3200/36°

3200

36

Da notare che la scala ISO (data dall’indicazione della scala ASA e DIN separate da una barretta) è una scala lineare mentre la scala DIN è logaritmica.

Ultime raccomandazioni

Le pellicole fotografiche sono composte da gelatina animale, sali d’argento ed altri composti chimici deperibili. Le pellicole hanno quindi una data di scadenza riportata sull’involucro. Prima dell’acquisto è bene controllare tale data. Le pellicole ancora da esporre (vergini) si conservano bene in luogo asciutto e fresco. Per aumentare il tempo di conservazione consiglio di metterle (ancora dentro il proprio astuccio con il tappo) in una busta di nailon dentro al frigorifero di casa (nella parte bassa). Le pellicole esposte invece non si conservano  altrettanto bene e perciò conviene farle sviluppare prima possibile.

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