| Riccardo Gazzarri | |||||||||||||
| immagini e realizzazioni | |||||||||||||
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Breve storia della fotografia Risulta difficile poter iniziare un corso di fotografia senza far menzione di quelle tappe fondamentali della storia che hanno portato alla scoperta ed all’invenzione della fotografia moderna. La parte storica della fotografia si concentra tutta negli ultimi 150 anni circa ,e le date si susseguono in modo frenetico a colpi di invenzioni e brevetti. La scoperta dei principi della trasmissione della luce attraverso un piccolo foro all’interno di una camera oscurata alla luce risalgono sicuramente ad epoche molto lontane. “in principio era l’oscurità. Poi venne la luce!”.
L’invenzione della camera obscura ed il foro stenopeico
Datare con precisione l’invenzione della camera oscura è praticamente impossibile. Del fenomeno della proiezioni di immagini attraverso un piccolo foro ne parla già Aristotele nel IV secolo a.C.
Ad usare praticamente la camera obscura furono però per primi i pittori del ‘500 che se ne servivano per ricalcare con il carboncino le immagini capovolte sulle tele che poi avrebbero successivamente dipinto. Molti dei capolavori che troviamo nei musei sono stati dipinti con questo sistema. Il grosso difetto della camera obscura era che l’immagine era molto poco luminosa e per essere vista il pittore doveva stare fisicamente all'interno della camera. La camera obscura era quindi ingombrante e difficilmente trasportabile.
L’invenzione dell’obbiettivo Il passo successivo fu quindi quello di dotare la camera oscura di una lente che convergesse il fascio di luce sul piano focale costituito da un vetro smerigliato in modo da aumentare l’intensità luminosa.
I primi materiali sensibili e l’otturatore Nel 1727 H. Schulze, un medico tedesco, scoprì che i sali di nitrato d’argento per effetto della luce si annerivano. Schulze impregnava pezzi di cuoio nei sali d’argento che poi esponeva nell’apparecchio di ripresa. Era nata la prima fotografia. Aveva un solo grande difetto: la foto così realizzata poteva essere guardata solo per pochi minuti ed alla debole luce di una candela; poi diventava, irrimediabilmente, tutta nera. Il fissaggio dell’immagine d’argento, infatti, non era ancora stato inventato! Per avere la prima fotografia permanente dobbiamo ancora aspettare un secolo.
Nel 1837 Louis Daguerre mette a punto il suo processo fotografico la Dagherrotipia. L’immagine realizzata su lastra di rame ricoperta da un sottile strato di argento andava osservata in controluce ed era ricca di dettagli e, cosa più importante, grazie all’invenzione del fissaggio a base di iposolfito, l’immagine era stabile nel tempo. Per l’esposizione erano sufficienti pochi minuti. Nacquero i primi fotografi ritrattisti. Il difetto del dagherrotipo era che non si potevano farne delle copie; ogni esposizione dava vita ad una sola immagine. Le prime foto a colori …nel 1904 i fratelli Lumière (quelli che inventarono il cinema) brevettarono la prima lastra positiva a colori Autocrome. Il principio si basava su una lastra di vetro sulla quale era stato depositato un sottile strato di cristalli trasparenti di fecola di patate colorati con i colori della sintesi additiva verde, blu e rosso. Sull’altro lato della lastra si trovava una comune emulsione al bromuro d’argento (in bianco e nero). La luce che colpiva l’emulsione in BN doveva quindi attraversare una miriade di cristalli che facevano da filtro ed impressionava il negativo in BN in modo diverso a seconda del colore e dell’intensità della luce. La lastra veniva poi sviluppata ed invertita per ottenere una diapositiva in BN. Le emulsioni moderne Il sistema Autocrome diventò popolarissimo e rimase in voga fino al 1935 quando la Eastman Kodak (americana) e, quasi contemporaneamente, la Agfa (tedesca) misero in commercio le prime pellicole per diapositiva a colori basate su tre strati colorati sovrapposti ad un negativo BN. Lo stesso principio sul quale sono basate le moderne emulsioni fotografiche a colori.
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